Previdenza Complementare

LA FORMA DI INVESTIMENTO PER COSTRUIRE UNA PENSIONE INTEGRATIVA, PER SE O PER I PROPRI FAMILIARI, E GARANTIRE LA COSTANZA DEL PROPRIO TENORE DI VITA. CON IN PIÙ INTERESSANTI VANTAGGI FISCALI



PENSIONE: BISOGNA PENSARCI PER TEMPO

Nel corso degli anni il sistema pensionistico è stato riformato, estendendo progressivamente a tutti i lavoratori il metodo contributivo. A differenza del passato, si andrà in pensione con quanto effettivamente accantonato con i contributi obbligatori, durante gli anni di lavoro. Il nuovo sistema di calcolo comporta che la pensione pubblica, soprattutto per i più giovani, non sarà sufficiente a garantire un tenore di vita adeguato. Infatti, la prestazione ricevuta sarà molto lontana dal proprio livello di retribuzione in età lavorativa.

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PREVIDENZA COMPLEMENTARE: CHE COS’È?

La Previdenza Complementare è disciplinata dal D.lgs. 252/2005. Si tratta di una forma di investimento che consente di integrare, al momento del ritiro dal lavoro, la pensione di base corrisposta dallo Stato. Questo percependo una prestazione pensionistica aggiuntiva e reversabile, sotto forma di rendita vitalizia.
QUANTO VERSARE?

Si stima che, in un arco di 35/40 anni (durata media della vita lavorativa), accantonando progressivamente l’1% della propria retribuzione, si possa percepire una pensione integrativa pari al 2/2,5% della retribuzione finale all’età del pensionamento. Ciò significa che, versando il 10% della propria retribuzione, è ragionevole attendersi una pensione integrativa compresa fra il 20 ed il 25% dell’ultimo stipendio.

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